Il Grande Gatsby, recensione

Come alcuni di voi sapranno, attualmente sto studiando letteratura inglese per l’universitá, cosa terribilmente eccitante per me da quando ho l’impressione che da quando ho cominciato a studiare questo argomento la mia passione e il piacere della letteratura nel suo complesso sia cresciuta esponenzialmente.

Uno dei libri che abbiamo l’obbligo di leggere per il nostro esame (che è tra meno di due settimane ), è naturalmente Il Grande Gatsby e attraverso la lettura di questo libro mi sembra anche che la mia opinione su Gatsby come un romanzo e come un personaggio sia terribilmente diverso.

 

La narrazione di Gatsby inizia due anni dopo che la storia ha avuto luogo e si svolge per la maggior parte del libro dal punto di vista di Nick, mentre ricorda quell’estate, ancora una volta attraverso i suoi ricordi, cosí come ricorda il suo vicino di casa, o forse anche amico, Jay Gatsby.

Seguendo il tema della Jazz Age, questo libro mette in evidenza il comportamento immorale che si svolge, in particolare con i personaggi di Gatsby, Daisy, Tom e Jordan insieme con le centinaia di persone che affollano le feste di Gatsby ogni fine settimana.

 

In primo luogo, vorrei dire che ho visto il film e mi è piaciuto molto, ma il romanzo  l’ho apprezzato piú di quanto avrei sperato.

 

Anche se, il simbolismo e le metafore che sono mostrate durante tutto il romanzo sono quello che mi ha fatto adorare di questo libro; La luce verde, gli occhi di T.J. Eckleburg, l’idea della Valle delle ceneri e le macchine. Il grande Gatsby è un grande classico a causa dello stile di scrittura e  delle tecniche piuttosto che della storia stessa.

 

I sentimenti dei personaggi, in apparenza cosí frivoli e materialisti, sono il punto centrale di questa grande opera ormai diventata un vero e proprio must della letteratura.

Voto complessivo: 4.5 stelle

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